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RAVE EAST VILLAGE ARTIST RESIDENCY 2021 LILIANA MORO EDIZIONE DEL DECENNALE

Liliana Moro. In onda Inaugurazione dell'opera Sabato 28 agosto ore 17.30 Il sabato del villaggio Tavola rotonda Sabato 28 agosto ore 18.30
con la partecipazione di:
Liliana Moro, Anna Bálványos, curatrice Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest, Cecilia Casorati, critica e curatrice, direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Daniele Capra, curatore indipendente e critico, Giuliana Carbi, storica dell’arte e direttrice di Trieste Contemporanea, Fabio Cherstich, regista, Andrea Colla, zoologo Museo di Storia Naturale di Trieste, Eva Comuzzi, curatrice indipendente e critica, Giovanna Felluga, AtemporaryStudio, curatrice e direttrice artistica Vigne Museum, Lara Gaeta, curatrice e direttrice artistica aA29 Project Room, Giovanni Leghissa, filosofo, professore di filosofia all’Università di Torino, Tiziana Pers, artista e co-fondatrice RAVE, Claudio Libero Pisano, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Roma, Donatella Saroli, curatrice MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Gabi Scardi, critica e curatrice indipendente. Soleschiano, Manzano (Ud)

Nell’anno in cui ricorre il decennnale di RAVE East Village Artist Residency – meta progetto che coniuga l’arte contemporanea con l’esigenza di guardare verso una prospettiva biocentrica e antispecista – una presenza d’eccezione ne è protagonista: invitata quest’anno a interpretare lo spirito di RAVE è la grande artista Liliana Moro, partecipante al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019, e a numerose mostre in prestigiosi musei e istituzioni, tra cui Castello di Rivoli, MAXXI, Galleria Nazionale di Roma, PS1 New York, Palazzo Grassi, Triennale di Milano, MoCA Shanghai, Moderna Museet di Stoccolma.

Sabato 28 agosto alle ore 17.30, nella splendida cornice del borgo storico di Soleschiano (Ud), verrà presentato il progetto di Moro In onda, realizzato durante la sua partecipazione a RAVE, dove l’artista ha potuto condividere spazio e tempo con gli animali salvati dal macello e gli alberi salvati dall'abbattimento. Moro è stata infatti invitata a realizzare un nuovo progetto concepito in interazione con il territorio e con i temi della residenza friulana, ideata dalle artiste Isabella e Tiziana Pers, che dal 2011 si occupa di aprire riflessioni e ricerche sulle connessioni e gli equilibri con le altre specie e gli ecosistemi, per ripensare nuove modalità di coesistenza che si contrappongono al dominio antropocentrico.

Moro ha lavorato su ciò che non è percepibile dai sensi umani e, in quanto tale, spesso rimosso dalle nostre consapevolezze quotidiane. Nello specifico ha volto il suo sguardo verso il fondo del mare, quella parte più recondita e lontana dalla superficie: da un lato il desiderio di ascoltare l’abisso, dall’altro la vita che si palesa nella molteplicità delle sue forme, anche le più piccole e delicate. Se l’unica possibilità di salvezza necessita di cominciare a ripensarci come specie, la vera rivoluzione può consistere nel fermarsi, e immergerci nel luogo del liminale, dentro e fuori noi stessi. Così, sulla sottile soglia che ci separa dal mostruosamente altro, di fronte a una luce differente, potremmo infine socchiudere gli occhi e restare, per una volta, in ascolto.

L’opera è stata realizzata in collaborazione con Tommaso Previdi e Beatrice Volpi (sound editing Matteo Sandri). Un particolare ringraziamento all'Area Marina Protetta di Miramare WWF Riserva della Biosfera di Miramare per la preziosa collaborazione e la generosa disponibilità.

Seguirà alle ore 18.30 la tavola rotonda interdisciplinare Il sabato del villaggio, a partire da riflessioni, suggestioni e quesiti sollevati dall’opera della Moro. Oltre all'artista, tra i partecipanti al dialogo vi saranno: Anna Bálványos, curatrice Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest, Cecilia Casorati, critica e curatrice, direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Daniele Capra, curatore indipendente e critico, Giuliana Carbi, storica dell’arte e direttrice di Trieste Contemporanea, Fabio Cherstich, regista, Andrea Colla, zoologo Museo di Storia Naturale di Trieste, Eva Comuzzi, curatrice indipendente e critica, Giovanna Felluga, AtemporaryStudio, curatrice e direttrice artistica Vigne Museum, Lara Gaeta, curatrice e direttrice artistica aA29 Project Room, Giovanni Leghissa, filosofo, professore di filosofia all’Università di Torino, Tiziana Pers, artista e co-fondatrice RAVE, Claudio Libero Pisano, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Roma, Donatella Saroli, curatrice MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Gabi Scardi, critica e curatrice indipendente.

Gli eventi sono a ingresso libero e soggetto alle norme vigenti in merito all’emergenza sanitaria.

Liliana Moro nasce nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nel 1989 fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano che resterà attivo fino al 1993. Ha esposto in importanti mostre collettive quali Documenta IX, Kassel (D); 45. Biennale d’Arte, Venezia, Venezia; Castello di Rivoli, Rivoli; Quadriennale, Roma; Moderna Museet, Stoccolma (SE); PS1, New York (USA); De Appel, Amsterdam (NL); Palazzo Grassi, Venezia; Mart, Rovereto; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; MAXXI, Roma; Triennale, Milano; 58. Biennale d’Arte, Padiglione Italia, Venezia. Ha tenuto personali presso Galleria Emi Fontana, Milano; MUHKA, Anversa (B); Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles (USA); Fondazione Ratti, Como; Fondazione Zegna, Trivero; Cubo Garutti, Museion, Bolzano; Galleria Francesco Pantaleone, Palermo e Milano, Galleria de’ Foscherari, Bologna.

Incontrando i lavori di dell’artista si ha la percezione che sia presente solo ciò che è strettamente necessario. Suono, parole, sculture, oggetti e performance, compongono un mondo che mette in scen” una realtà, allo stesso tempo, cruda e poetica. Sono territori di un’esperienza individuale (quella dell’artista, ma soprattutto dello spettatore) che invitano a andare oltre ciò che è visibile. La riduzione all’essenziale intesa come attitudine, pratica e posizione, non è il risultato di una ripresa del linguaggio minimale, si tratta piuttosto di una modalità che l’artista mette in atto sia quando sceglie di impiegare tecniche elaborate, sia quando sceglie di utilizzare materiali esistenti o oggetti d’uso comune. La libertà di azione è un aspetto importante del lavoro ma lo definisce solo in parte: ciò che produce lo scarto interessante è la relazione tra l’universo delle possibilità e la tensione a più livelli – fisica e poetica – generata da questa relazione.

RAVE è un meta-progetto partecipativo che apre la discussione sul ruolo dell'arte contemporanea nei confronti dell'alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica, dove ogni vita è interconnessa, dalla più imponente alla più minuta. Negli ultimi dieci anni tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) sono cambiati a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, e più di un migliaio di miliardi di animali sono stati fatti nascere in prigionia ed uccisi, in un ininterrotto esercizio di dominio che è tra le maggiori cause di deforestazione e di cambiamento climatico. Nello stesso decennio dal 2011 RAVE affronta la complessità delle relazioni con il resto di viventi, la necessità di un mutamento di paradigma mediante una coscienza antispecista che comprenda il vegetarismo come forma per esistere insieme, per comprendere l’alito inascoltato di una pluralità interconnessa, sopra e sotto la terra, e in ogni dove.

RAVE è realizzato con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Comune di Trivignano Udinese, Comune di Manzano, Associazione Culturale L’Officina, ALL/Università degli Studi di Udine, Musiz Foundation, Trieste Contemporanea. Main partner Vulcano Agency. Si ringrazia l'Agriturismo Al Rol dei Conti di Maniago.

Liliana Moro. In onda

Sabato 28 agosto ore 17.30

Il sabato del villaggio. Tavola rotonda

Sabato 28 agosto ore 18.30

Via Giulia Piccoli

Soleschiano, Manzano (Ud)

Indicazioni stradali

Installazione visitabile sabato 28 agosto h 17.30/21.00 e domenica 29 agosto h 11.00/13.00-16.00/21.00

Gli eventi sono a ingresso libero e soggetto alle norme vigenti in merito all’emergenza sanitaria

info@raveresidency.com

www.raveresidency.com

+39.324.8628511

+39.348.7450871

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Honoré d’O for PASS 2021

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honoredo.be instagram: Honore_do

Delinquent DLQ825 —- Solidarity project by Honoré d’O for PASS2021

Visitors are invited to drive the artist's car during the exhibition. A visitor can pick up the car key at the PASS2021 reception, Huiseplein, opposite the church in Huise. He/she can travel unlimited kilometers. 1 guest/passenger is allowed. Drive calmly, drive safely. Refuel, if necessary or out of sportsmanship. Use the yellow logbook, write down the date and mileage, leave your email address, take notes. We live in a amazing world that permanently and abundantly expresses its miraculous nature. The participants are asked to share as many photos and videos of their trip as possible.

On 11/08/2021 my Renault Kangoo DLQ825 had driven 495,776 km. It is now aiming for 500,000 km!!!!!, with the help of the public!!!!! Astonishing observation: the circumference of the earth is 40000 km, if DLQ825 reaches the glorious goal of  500,000 km, it will have circled the earth 12.5 times. 12.5 x around the world!!!!!!!!!!!!. Imagine.

Delinquent DLQ825 is a solidarity project in the landcape of a global responsability.

Gent, 11/08/2021, Honoré δ'O

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RE-CREATURES seconda apparizione, appuntamenti dal 22 al 26 luglio - Mattatoio

 

Il 22 luglio alle 21.30 sarà proiettato Temple du presént. Solo for an octopus di Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) con Judith Zagury e Nathalie Küttel, realizzato con la collaborazione del collettivo Shanjulab. Il progetto esplora la relazione con un polpo, animale dotato di una misteriosa, atavica intelligenza ed empatia, fino a rovesciare sorprendentemente il punto di vista tra chi è osservato e chi osserva. Alla proiezione seguirà un incontro di approfondimento in cui Nathalie Küttel dialogherà con Ilaria Mancia, rispondendo a domande e curiosità del pubblico.

 

Il 23 luglio alle 19.30 Matteo Meschiari, antropologo e scrittore, parlerà del ruolo degli animali nell’Antropocene: tra collasso dell'ecosistema e necessità di reimmaginare il nostro rapporto con loro.

 

Il 24 luglio alle 21.30 Marco Torrice - coreografo e performer - presenterà Melting Pot, progetto ispirato a una pratica della danza in continua evoluzione, che ne fa luogo d’incontro, dispositivo immersivo e ibrido che combina diverse pratiche performative.

 

Il 25 e il 26 luglio alle 20.30 Simone Aughterlony – coreografa e artista di fama internazionale, per la prima volta a Roma - condurrà il pubblico all’interno di un’insolita storia d’amore tra molti. Biofiction, messo in scena con Hahn Rowe, crea un nuovo terreno per la narrazione di una sessualità che ancora non esiste, incuriosendo e sfidando le convenzioni o le identificazioni.

 

Il 26 luglio, dalle 21.30 Simone Aughterlony dialogherà con Ilenia Caleo, performer, attivista e ricercatrice indipendente, parlando, a partire da Biofiction, dell’attivazione di esperienze e immaginazioni, di corporeità e materie agenti, in complicità con le tracce aperte dal pensiero transfemminista, neomaterialista, da Barad a Bennett.

 

La popolazione animale Intrude, di Amanda Parer, e l'opera things that make the heart beat faster di Tim Etchells sono visibili negli spazi esterni del Mattatoio fino al 6 agosto.

 

Negli spazi della Pelanda sono ancora visibili fino al 22 agosto le tre video installazioni: Human Mask di Pierre Huyghe, Ciacco di Valentina Furian, The Odds (part 1) di Revital Cohen e Tuur Van Balen.

 

Scarica il calendario degli eventi fino al 30 luglio.

 

L’ingresso agli eventi live è gratuito su prenotazione su www.mattatoioroma.it

La prenotazione è valida fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, dopodiché sarà possibile accedere fino ad esaurimento posti.

L’ingresso alle video installazioni è gratuito e contingentato nel rispetto delle norme previste dall’emergenza sanitaria.

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EVIDENCE OF CONTEMPORARY PAPERS a cura di Davide Di Maggio | 1 Luglio - 23 Luglio Fondazione Mudima, Milano
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MEDintorpigna 2021 | MIKE COOPER live SABATO 26 Giugno / ALVIN CURRAN live Domenica 27 Giugno 2021

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“Luce di Pescara” su RADIOARTE 21/06/21 - ore 17.30 www.radioarte.it * - ASCOLTA LA REGISTRAZIONE  MarioPieroni_LuceDiPescara_suRADIOARTE_210621

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Pensare alla luminosità di un luogo, di Pescara e descriverla, descrivendo insieme ciò che continua a produrre creativamente un tipo di atmosfera. Adriatico su Pescara è il confine che non esiste, a onde e in aria con le nuvole, un’antica pazienza apre il sorriso dell’azzurro. Una sensibilità che continua a esprimersi con l’arte, una città che ne custodisce molta. “Luce di Pescara”
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GER ⸫ MANIA. INCONTRO CON VETTOR PISANI |

Goethe-Institut Rom

in collaborazione con Zerynthia a cura di Valentino Catricalà mercoledì 16 Giugno 2021 ore 18.30

 

Germania. Incontro con Vettor Pisani è il titolo dell’evento che il Goethe-Institut Rom dedica alla figura di Vettor Pisani. L’incontro avrà luogo mercoledì 16 giugno alle 18.30 presso l’Auditorium del Goethe-Institut di via Savoia, Roma, grazie alla collaborazione con Zerynthia e la cura di Valentino Catricalà.

Il titolo dell’evento racchiude in sé le ragioni di una scelta che avvicina la figura di Pisani al binomio Italia-Germania. Infatti il termine Ger⸫mania come l’artista amava chiamare la Germania, rappresenta simbolicamente quel gioco di parole tipico di tutta la sua espressione artistica. E non a caso la Germania è stata una patria che, quasi come l’Italia, lo ha accolto e, in parte, compreso.

All’incontro partecipano Giuliana Benassi, Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, Achille Bonito Oliva, Laura Cherubini, Bruno Corà, Giovanna Dalla Chiesa, Daniela Lancioni, Giuseppe Morra, Leonardo Petrucci, Mario Pieroni, Mimma Pisani, Giuliana Setari, Dora Stiefelmeier, Italo Tomassoni, Andrea Viliani, Eugenio Viola. Letture di Gaia Riposati.

Durante l’evento sarà presentato un contributo speciale di Hans-Ulrich Obrist, un video inedito, girato alla fine degli anni Novanta, che rappresenta una visita del curatore al Museo della Catastrofe.

Per informazioni e prenotazione: www.goethe.deVPisani Vettor Pisani, "L'Oca germanica", 1995, photo courtesy the Zerynthia archive
 

GER ⸫ MANIA. BEGEGNUNG MIT VETTOR PISANI

Mittwoch 16. Juni 2021, 18:30 Uhr

AUDITORIUM DES GOETHE-INSTITUTS ROM

Via Savoia, 15, 00198 Rom

Ger ⸫ mania, so nannte Vettor Pisani Deutschland, ein Wortspiel, das für sein künstlerisches Schaffen typisch ist. Nicht umsonst stellte Deutschland neben Italien für ihn eine Art zweite Heimat dar, wo er sich akzeptiert und – zumindest teilweise – verstanden fühlte. Und eben dieses Wortpaar (Italien-Deutschland) lieferte die Inspiration zu der vom Goethe-Institut Rom und der Vereinigung Zerynthia organisierten und von Valentino Catricalà kuratierten Veranstaltung.

Der Untertitel Begegnung mit Vettor Pisani – und nicht etwa zu oder zu Ehren von Pisani – wurde nicht nur deshalb gewählt, weil im Rahmen der Veranstaltung Zeitzeugen zu Wort kommen werden, denen das Glück zuteilwurde, den Künstler persönlich kennengelernt, ihn unterstützt, mit ihm zusammengearbeitet und häufig auch diskutiert zu haben, sondern auch, weil die Debatte von Dokumentationsmaterial eingerahmt sein wird, sowie von einer Geräuschkulisse, die den Raum erfüllt und den Eindruck der Präsenz Pisanis evoziert, nahezu so, als weilte der Künstler in diesem Moment unter uns.

Beiträge von: Giuliana Benassi, Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, Achille Bonito Oliva, Laura Cherubini, Bruno Corà, Giovanna Dalla Chiesa, Daniela Lancioni, Giuseppe Morra, Leonardo Petrucci, Mario Pieroni, Mimma Pisani, Giuliana Setari, Dora Stiefelmeier, Italo Tomassoni, Andrea Viliani, Eugenio Viola. Gaia Riposati liest geschriebene Beiträge.

Mit einem nie gezeigten Video von Hans-Ulrich Obrist, das er 1998 in Pisani‘s Museum der Katastrophe gedreht hatte.

Informationen: www.goethe.de

VETTOR PISANI

Architekt, Bildhauer, Maler und Bühnenautor.

Sohn eines Marineoffiziers, der aus einer venezianischen Familie stammt, die sich seit vielen Jahren auf Ischia niedergelassen hat, sowie einer Striptease-Tänzerin. Er wird auf einer der unzähligen Reisen, die die Mutter unternimmt, um dem Vater von Hafen zu Hafen zu folgen, 1935 in Bari geboren.

Da seine Erziehung der Familie des Vaters anvertraut wird, lebt er bis 1945 auf Ischia. Er zieht nach Neapel, wo er die Jesuitenschule besucht und anschließend das Architekturstudium aufnimmt. Mit neunzehn Jahren verlässt er die Familie endgültig, um einem Meister R.C. als Schüler zu folgen.

Nach langjährigem Studium in absoluter Stille, stellt er 1970 erstmals in Rom aus und gewinnt den italienischen Nationalpreis der Kunstkrtitik. In Rom hat er ein Theater und eine Kunstschule R.C. gegründet.

(Quelle: Katalog Vettor Pisani. R.C. Theatrum, Teatro di artisti e animali, Museum Folkwang Essen, für die Ausstellung die vom 21. Mai bis zum 4. Juli 1982 stattgefunden hat)


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Laura Grisi The Measuring of Time

5th June, 3 - 6 PM - December 2021 | Muzeum Susch, Svizzera

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Luca Maria Patella. Fotografia & extra media utile ti sia!

A cura di Massimo Bignardi Dal 18 giugno al 22 agosto 2021

FMAV- FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE Palazzina dei Giardini, Corso Cavour 2, Modena

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YONA FRIEDMAN — THE MOBILE EXHIBITION

Frac Grand Large — Hauts-de-France | 10.04.2021 — 31.12.2021

https://www.fracgrandlarge-hdf.fr/en/expositions/yona-friedman-the-mobile-exhibition/

DUNKIRK / MAUBEUGE / BEAUVAIS AND AMIENS

CNEAI Collection = on deposit at the Frac Grand Large — Hauts-de-France Based on an idea by: Sylvie Boulanger, Keren Detton, Lucy Hofbauer With special thanks to Marianne Friedman-Polonsky.

“At the present time we build too much. Earth is over built, earth is over planned, earth is over farmed. This does not mean that we don’t need architects, planners and farmers but we have to change rules.” Yona Friedman

LIFE AND WORK IN MOVEMENT

The architecture of survival provides food for thought to Yona Friedman on our fundamental needs in an ecosystem subjected to the rarefaction of resources. Born in 1923 in Hungary, he had started studying architecture in Budapest when WWII erupted. As a refugee in Romania, he lived in camps for the displaced before finally settling in Israel where he lived in a kibbutz and returned to architecture. It was in these conditions that he developed his original approach to habitat based on user experiences. In 1957, he founded the Mobile Architecture Study Group (Groupe d’Étude d’Architecture Mobile – GEAM) and promoted the use of flexible structures made of prefabricated elements. His ideas caught the attention of leading figures including Le Corbusier and Jean Prouvé, who invited him to move to France. From then on he relentlessly transmitted his ideas throughout the most renowned universities in both Europe and the United States and wrote profusely, publishing over 500 articles and books.

THE MOBILE EXHIBITION, ARCHITECTURE AND LIFE IN COMMON

The title of this exhibition pays tribute to his major work L’Architecture mobile (Mobile Architecture, 1958), in which Friedman develops his Spatial-City ideas. He imagines modular living spaces that evolve in function of needs that change over time. Since “human society cannot be planned”, Friedman recommends just allowing its occupants the freedom of changing their habitat. Raised constructions play in favour of urban agriculture and account for demographic evolutions as well as limited resources. These ideas were embodied in a multitude of models and unique drawings, which reveal a creative process based on savings, recycling and improvisation.

THE POWER OF IMAGES AND SYMBOLS

More pragmatic than utopian, Yona Friedman was a man of dialogue and transmission; he developed a universal language using easily recognisable pictograms. His cartoon-like “handbooks” on housing, health, nutrition, urban environments and social structures were widely distributed in the scope of his work for UNESCO in the 1970s. They remain a powerful means to convey his positive humanistic ideas. Through his use of the slide-show and a few simple stick figures, complex logistics and networks can be easily grasped in a dynamic and playful manner, underscoring the difficulties humans face when communicating.

Painted on the floor of the exhibition space are pictograms taken from his Dictionary (to be completed by the reader). Friedman chose topics (“communication”, “group”, “improvisation”, etc.) and linked them to image-words. However, when asked how he would illustrate the concept of “freedom”, he responded: “Freedom on its own doesn’t mean anything. It can’t be drawn. One can be free to … move about… speak… eat or work. I can draw that.”[1] The Mobile Exhibition invites each of us to repossess the meaning behind words, to place them together and in relation to each other. Yona Friedman also created an imaginary dreamlike universe from which his drawing La Licorne (The Unicorn) emerged. A poetic way of sharing his dreams, he drew inspiration from African, Indian and Native American tales and symbols as well as from his own personal mythologies.

[1] Yona Friedman in Blv. Garibaldi, après éditions/CNAP, 2014

FLOOR DRAWING IN THE BELVÉDÈRE (5TH FLOOR): “PICTOGRAMS”

« When I say a word, I don’t know what the other person understands. When I show an image, we understand the same thing. »

These words by Yona Friedman perfectly sum up one of his feature productions: the invention of a new form of language. In 1974, Friedman started the project of his life, the creation and publication of a new type of writing using pictograms. His end goal was to create a universal communication system.

This new glossary was continually enhanced and published in the form of manuals, a type of dictionary that, in the scope of Friedman’s work as an information officer, was distributed by UNESCO in the 1970s. Reminiscent of hieroglyphs from ancient Egyptian or Pre-Columbian civilisations, the corpus created by Friedman is based on drawings and representations of concrete actions.

Each concept thus takes immediate shape in a form that anyone can easily recognise, far from the abstraction of current language forms, of which Friedman was particularly wary. His pictograms constitute a true melting pot in which art and communication fuse together. Each idea becomes an artistic expression in its own right; its grand simplicity allows each and everyone to claim it as their own.

Through this utopian ideal of language, Friedman sought above all to renew connections and create a new form of exchange. The ultimate goal for him was to attain what he saw as a fundamental right: the right to understand, which he would have liked added to the list of universal human rights.

FLOOR DRAWING IN HALLE AP2: “THE UNICORN”

The Unicorn is a monumental work of art designed by the urban planner, architect and artist Yona Friedman.

Along side his numerous works from the 1960s, touching on urban planning as well as a novel form of language, Friedman also set about constructing new myths using cut-up coloured paper. Initially designed to decorate his Parisian apartment, this paper world took over his successive living quarters and ended in the production of one of his major works.

Inspired by the stories of One Thousand and One Nights and traditional African tales as well as Indian painting, the myth conjured up by Yona Friedman depicts an enchanting vision of the world, fostered by his theories on how to live better on our planet.

The unicorn is a recurring figure in this imaginary world. Present in many European, Oriental and Asian myths, this legendary animal embodies two of the most important values for Friedman: freedom and happiness.

Unicorns become the artist’s alter-ego in the 1990s, steadily multiplying in number, reaching their height in the monumental work titled Licorne Eiffel (Eiffel Unicorn) produced on the island of Vassivière in 2009 and which has the same dimensions as the Eiffel tower. The version presented in Halle AP2 has been adapted to the gigantic dimensions of this symbol of Dunkirk heritage. Spray-painted on the floor, the drawing is, due to its size, best viewed from above.

With the support of RAJA

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RAVE EAST VILLAGE ARTIST RESIDENCY 2021 LILIANA MORO EDIZIONE DEL DECENNALE

Liliana Moro. In onda Inaugurazione dell'opera Sabato 28 agosto ore 17.30 Il sabato del villaggio Tavola rotonda Sabato 28 agosto ore 18.30
con la partecipazione di:
Liliana Moro, Anna Bálványos, curatrice Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest, Cecilia Casorati, critica e curatrice, direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Daniele Capra, curatore indipendente e critico, Giuliana Carbi, storica dell’arte e direttrice di Trieste Contemporanea, Fabio Cherstich, regista, Andrea Colla, zoologo Museo di Storia Naturale di Trieste, Eva Comuzzi, curatrice indipendente e critica, Giovanna Felluga, AtemporaryStudio, curatrice e direttrice artistica Vigne Museum, Lara Gaeta, curatrice e direttrice artistica aA29 Project Room, Giovanni Leghissa, filosofo, professore di filosofia all’Università di Torino, Tiziana Pers, artista e co-fondatrice RAVE, Claudio Libero Pisano, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Roma, Donatella Saroli, curatrice MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Gabi Scardi, critica e curatrice indipendente. Soleschiano, Manzano (Ud)

Nell’anno in cui ricorre il decennnale di RAVE East Village Artist Residency – meta progetto che coniuga l’arte contemporanea con l’esigenza di guardare verso una prospettiva biocentrica e antispecista – una presenza d’eccezione ne è protagonista: invitata quest’anno a interpretare lo spirito di RAVE è la grande artista Liliana Moro, partecipante al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019, e a numerose mostre in prestigiosi musei e istituzioni, tra cui Castello di Rivoli, MAXXI, Galleria Nazionale di Roma, PS1 New York, Palazzo Grassi, Triennale di Milano, MoCA Shanghai, Moderna Museet di Stoccolma.

Sabato 28 agosto alle ore 17.30, nella splendida cornice del borgo storico di Soleschiano (Ud), verrà presentato il progetto di Moro In onda, realizzato durante la sua partecipazione a RAVE, dove l’artista ha potuto condividere spazio e tempo con gli animali salvati dal macello e gli alberi salvati dall'abbattimento. Moro è stata infatti invitata a realizzare un nuovo progetto concepito in interazione con il territorio e con i temi della residenza friulana, ideata dalle artiste Isabella e Tiziana Pers, che dal 2011 si occupa di aprire riflessioni e ricerche sulle connessioni e gli equilibri con le altre specie e gli ecosistemi, per ripensare nuove modalità di coesistenza che si contrappongono al dominio antropocentrico.

Moro ha lavorato su ciò che non è percepibile dai sensi umani e, in quanto tale, spesso rimosso dalle nostre consapevolezze quotidiane. Nello specifico ha volto il suo sguardo verso il fondo del mare, quella parte più recondita e lontana dalla superficie: da un lato il desiderio di ascoltare l’abisso, dall’altro la vita che si palesa nella molteplicità delle sue forme, anche le più piccole e delicate. Se l’unica possibilità di salvezza necessita di cominciare a ripensarci come specie, la vera rivoluzione può consistere nel fermarsi, e immergerci nel luogo del liminale, dentro e fuori noi stessi. Così, sulla sottile soglia che ci separa dal mostruosamente altro, di fronte a una luce differente, potremmo infine socchiudere gli occhi e restare, per una volta, in ascolto.

L’opera è stata realizzata in collaborazione con Tommaso Previdi e Beatrice Volpi (sound editing Matteo Sandri). Un particolare ringraziamento all'Area Marina Protetta di Miramare WWF Riserva della Biosfera di Miramare per la preziosa collaborazione e la generosa disponibilità.

Seguirà alle ore 18.30 la tavola rotonda interdisciplinare Il sabato del villaggio, a partire da riflessioni, suggestioni e quesiti sollevati dall’opera della Moro. Oltre all'artista, tra i partecipanti al dialogo vi saranno: Anna Bálványos, curatrice Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest, Cecilia Casorati, critica e curatrice, direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Daniele Capra, curatore indipendente e critico, Giuliana Carbi, storica dell’arte e direttrice di Trieste Contemporanea, Fabio Cherstich, regista, Andrea Colla, zoologo Museo di Storia Naturale di Trieste, Eva Comuzzi, curatrice indipendente e critica, Giovanna Felluga, AtemporaryStudio, curatrice e direttrice artistica Vigne Museum, Lara Gaeta, curatrice e direttrice artistica aA29 Project Room, Giovanni Leghissa, filosofo, professore di filosofia all’Università di Torino, Tiziana Pers, artista e co-fondatrice RAVE, Claudio Libero Pisano, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Roma, Donatella Saroli, curatrice MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Gabi Scardi, critica e curatrice indipendente.

Gli eventi sono a ingresso libero e soggetto alle norme vigenti in merito all’emergenza sanitaria.

Liliana Moro nasce nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nel 1989 fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano che resterà attivo fino al 1993. Ha esposto in importanti mostre collettive quali Documenta IX, Kassel (D); 45. Biennale d’Arte, Venezia, Venezia; Castello di Rivoli, Rivoli; Quadriennale, Roma; Moderna Museet, Stoccolma (SE); PS1, New York (USA); De Appel, Amsterdam (NL); Palazzo Grassi, Venezia; Mart, Rovereto; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; MAXXI, Roma; Triennale, Milano; 58. Biennale d’Arte, Padiglione Italia, Venezia. Ha tenuto personali presso Galleria Emi Fontana, Milano; MUHKA, Anversa (B); Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles (USA); Fondazione Ratti, Como; Fondazione Zegna, Trivero; Cubo Garutti, Museion, Bolzano; Galleria Francesco Pantaleone, Palermo e Milano, Galleria de’ Foscherari, Bologna.

Incontrando i lavori di dell’artista si ha la percezione che sia presente solo ciò che è strettamente necessario. Suono, parole, sculture, oggetti e performance, compongono un mondo che mette in scen” una realtà, allo stesso tempo, cruda e poetica. Sono territori di un’esperienza individuale (quella dell’artista, ma soprattutto dello spettatore) che invitano a andare oltre ciò che è visibile. La riduzione all’essenziale intesa come attitudine, pratica e posizione, non è il risultato di una ripresa del linguaggio minimale, si tratta piuttosto di una modalità che l’artista mette in atto sia quando sceglie di impiegare tecniche elaborate, sia quando sceglie di utilizzare materiali esistenti o oggetti d’uso comune. La libertà di azione è un aspetto importante del lavoro ma lo definisce solo in parte: ciò che produce lo scarto interessante è la relazione tra l’universo delle possibilità e la tensione a più livelli – fisica e poetica – generata da questa relazione.

RAVE è un meta-progetto partecipativo che apre la discussione sul ruolo dell'arte contemporanea nei confronti dell'alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica, dove ogni vita è interconnessa, dalla più imponente alla più minuta. Negli ultimi dieci anni tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) sono cambiati a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, e più di un migliaio di miliardi di animali sono stati fatti nascere in prigionia ed uccisi, in un ininterrotto esercizio di dominio che è tra le maggiori cause di deforestazione e di cambiamento climatico. Nello stesso decennio dal 2011 RAVE affronta la complessità delle relazioni con il resto di viventi, la necessità di un mutamento di paradigma mediante una coscienza antispecista che comprenda il vegetarismo come forma per esistere insieme, per comprendere l’alito inascoltato di una pluralità interconnessa, sopra e sotto la terra, e in ogni dove.

RAVE è realizzato con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Comune di Trivignano Udinese, Comune di Manzano, Associazione Culturale L’Officina, ALL/Università degli Studi di Udine, Musiz Foundation, Trieste Contemporanea. Main partner Vulcano Agency. Si ringrazia l'Agriturismo Al Rol dei Conti di Maniago.

Liliana Moro. In onda

Sabato 28 agosto ore 17.30

Il sabato del villaggio. Tavola rotonda

Sabato 28 agosto ore 18.30

Via Giulia Piccoli

Soleschiano, Manzano (Ud)

Indicazioni stradali

Installazione visitabile sabato 28 agosto h 17.30/21.00 e domenica 29 agosto h 11.00/13.00-16.00/21.00

Gli eventi sono a ingresso libero e soggetto alle norme vigenti in merito all’emergenza sanitaria

info@raveresidency.com

www.raveresidency.com

+39.324.8628511

+39.348.7450871

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