JAN VERCRUYSSE – Tucci Russo, Torre Pellice, sino al 24 settembre 2023

JAN VERCRUYSSE – Tucci Russo, Torre Pellice

sino al 24 settembre 2023

https://tuccirusso.com/it/exhibition/180/jan-vercruysse

Jan Vercruysse nasce come poeta. Nel 1974 cessa di scrivere e si dedica completamente
all’arte visiva. Le sue opere nascono dall’esigenza di riflettere sul ruolo dell’artista, sul ruolo dell’arte
e sulla validità della rappresentazione. Vercruysse vede se stesso come primo spettatore dell’opera
che, successivamente con distacco temporale, viene lasciata “al mondo” e agli altri spettatori, diventa
autonoma, non gli appartiene più.
L’esposizione presente raccoglie opere dal 1981 al 2013 esposte nell’ampio spazio della galleria
e suddivise in quattro sale. Caratteristico del procedere artistico di Vercruysse è, in base al tempo delle sue creazioni, di creare opere per serie. Ogni serie rimanda alla successiva e a quella successiva
ancora, fino a giungere ad una narrazione totale che rappresenta il suo pensiero e le sue riflessioni.
Tra il 1977 e il 1984 Vercruysse utilizza la fotografia come mezzo espressivo nella forma dell’autoritratto. L’artista stesso gioca un ruolo centrale in questa serie di opere, spesso rappresentato come
figura piuttosto che come persona identificabile.
In ogni sala viene presentata un’opera fotografica sia della serie degli autoritratti che di quelle successive realizzate dall’artista con lo stesso mezzo. Queste opere sono come un sottile filo d’Arianna
che ci accompagna nella visita.
I temi fondamentali del fare artistico di Vercruysse sono una riflessione continua sull’essere artista,
sull’arte in senso ampio, sull’arte che si materializza come luogo e non-luogo nel quale completa
se stessa, sul senso del tempo, la memoria e l’esistenza: vedi le sculture della serie M in cui l’opera si
presenta come un piano, in gesso e legno, strumento muto. Il titolo M, iniziale di Memoria, Momento,
Monumentum… Memoria, prima di tutto, capace di trattenere il momento presente, Monumento
che celebra il silenzio, Momentum da interpretare come fase di transito che si materializza tra l’Essere
e il Non Essere.
A questi temi si aggiunge una riflessione sul concetto di luogo dell’Arte, dell’assenza e dell’attesa.
Gli oggetti – le cornici non chiuse nel loro perimetro, la sedia vuota – diventano il luogo chiuso in
se stesso ma aperto alla nostra memoria o immaginazione, come nell’opera esposta Petite Suite
(1986/2003).
La mostra, sala per sala, sviluppa un dialogo “scelto”, dando, attraverso le opere, visione fisica
al pensiero dell’artista.
Si ringraziano la Jan Vercruysse Foundation e le collezioni private per i prestiti accordati.
Jan Vercruysse (Ostende, Belgio, 1948 – Bruxelles, Belgio, 2018) si forma dapprima in legge per poi virare verso la poesia
e successivamente le arti visuali. Tra le esposizioni personali si ricordano: Museum M, Leuven, Belgio (2009); Kunstmuseum aan Zee, Ostende, Belgio (2009); Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro, Italia (2008); Museum Dhondt-Dhaenens,
Deurle, Belgio (2001); The Netherlands National Gallery, Amsterdam, Olanda (1994); Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino (1992); Stedelijk Van Abbemuseum, Eindhoven, Olanda (1990 e 1997); Kunsthalle Bern, Berna, Svizzera (1989); Palais des Beaux-Arts, Bruxelles, Belgio (1988 e 1999); ARC – Musée d’Art Moderne, Parigi, Francia (1986). Nel
1993 ha rappresentato il Belgio alla 45° Biennale di Venezia, mentre nel 2001 è stato insignito del prestigioso riconoscimento Flemish Culture Award for Visual Arts. Nel 2002 ha partecipato al progetto pubblico permanente di Torino “Luci
d’Artista” con l’opera Fontane luminose. Figurando in prestigiose collezioni di arte contemporanea pubbliche e private
in Europa e negli Stati Uniti, Jan Vercruysse è considerato uno degli artisti belgi più autorevoli della sua generazione.
TUCCI RUSSO
Studio per l’Arte Contemporanea

Copyright Zerynthia and RAM radioartemobile 2014-2020 All rights reserved - Web development by Intergraf