Titolo:

FINESTRA SU VENERE

Manifesto:
Data:
31/07/1997 - 31/03/2001
Immagini:
Descrizione:

FINESTRA SU VENERE

Nella creazione di una lingua della periferia, che sia intesa anche dai soggetti dominanti, infinite sono le questioni che riguardano l’alterità e i suoi retaggi. Il mondo artistico, data la sua dimensione residuale rispetto ai sistemi globali attuali, può lavorare solo sul versante individuale. Quello di un corpo-laboratorio distante dai media e dalla loro pluralità artificiale.

Il confronto con ciò che è esterno a noi è inevitabile. E dal margine arriva una riconsiderazione di ciò che è contorno, e poi confine, limite, barriera per gli altri, spesso fortemente critici della posizione verticistica dell’Occidente. Infatti c’è una relatività proibita, tale che per i soggetti meno produttivi dal punto di vista economico, non ci sia possibilità di parola, di manifestazione. Ma chi non ha parola finirà per sentire estranea addirittura la sua interiorità, perché non potrà manifestarla. Col tempo il silenzio diventa debolezza, ogni distanza dal proprio linguaggio si tramuterà in alienazione. Al contrario, l’arte della subalternità ha fatto un vessillo prestigioso. Negli ultimi secoli, l’ingegno usato per sfuggire questa condizione è diventato materia nobile, rincorsa e sfruttata: nel linguaggio dell’esclusione crescono i modi delle migliori proposte artistiche.

La Biennale dell’ Havana 2000 ha offerto la possibilità di confrontarsi in modo approfondito sui temi dell’internazionalismo e sulla supremazia di alcune realtà su altre nel panorama artistico. Cuba è ancora soggetta all’embargo, e questo si riflette anche nelle sue proposte artistiche. Una delle questioni dibattute riguarda appunto la validità della produzione artistica di soggetti privi di valore economico. Fare arte nella realtà di Cuba presuppone un contatto col pubblico dalle valenze del tutto differenti, e istruttive per gli artisti occidentali.

Molto peso è dato ai collegamenti internazionali, e le situazioni aperte proposte di norma da Zerynthia hanno avuto una grande considerazione. Questo appuntamento è infatti stato vissuto come allargamento delle proposte di Serre di Rapolano del 1999.

Il linguaggio dell’arte, apparentemente marginale, è stato messo a confronto con una marginalità ancora più distruttiva, quella economica e politica, quotidiana nella realtà dell’Isola. La doppia periferia così individuata, e la conseguente più ampia difficoltà, sono di istigazione ad una spiritualizzazione sempre più vera e profonda del messaggio artistico, l’unico abile a superare le censure.

Hanno partecipato: Ken Lum, Alfredo Pirri, Franz West, Ettore Spalletti con Nada Cingolani, Adriana Civitarese, Zvi Goldstein, Maurizio Savini, Giulio Turcato. Jumana Abboud, Carla Accardi, Sandra Ceballos, Federico Fusi, Carlos Garaicoa, Ken Lum, Nadia Mendoza and Jorge Louis Marrero, Ibrahim Miranda, Cecilia Paredes , Manuel Piña, Paola Pivi, Alfredo RAmos Fernandez, Ian Wallace.