Titolo:

bunKerart – Milano

Manifesto:
Data:
08/02/2007 - 30/04/2007
Descrizione:

Spazio sperimentale sottostante lo Studio milanese di Gianna Nannini, 2007 – 2009

Tutta la ricerca contemporanea sul rinnovamento culturale è destinata al fallimento se non si riconfigura il concetto di identità. Un linguaggio comune alle arti potrebbe essere il modo migliore di dare un fondamento all’estetica.
L’unione di arte e suono è ben accolta dal nostro sistema di decodifica dei concetti. Se stimolati su questo tema, pensiamo alle estetiche comuni ai due linguaggi, come nel ‘600, in cui entrambi affrontavano il tema delle difficoltà tecniche. Oppure riflettiamo su tempi più recenti, quando l’elettronica applicata all’immagine o al suono ha accomunato i due linguaggi. Al contrario, se riflettiamo a un sistema unitario atto a ricevere sia suoni che immagini la nostra mente vacilla: ci troviamo in una terra di nessuno quando vogliamo trattare le immagini come suoni e viceversa.

bunKerart fa interagire gli artisti su linguaggi diversi. Protagonista di tutti gli eventi è stata Gianna Nannini, che ha mostrato come la flessibilità e la curiosità devono accompagnare le ricerche di oggi, partendo dal rock . La cantante ha prestato la sua voce all’ Orchestra degli stracci di Michelangelo Pistoletto. Nel secondo evento i suoi passi hanno incontrato quelli degli spettatori sul pavimento in ceramica di Carla Accardi. Come l’eco modifica la voce anche i metalli curvi lucidati a specchio di Getulio Alviani modificano l’immagine: nel terzo evento voci e luci riflesse ridisegnano lo spazio della galleria. Nell’ultimo evento c’è il tentativo ’impossibile di usare i suoni come se fossero , suoni he incontrano lo standard di Emilio Prini. La frustrazione derivante è un ritratto della difficile condizione della contemporaneità.

Le installazioni presentate sono state appositamente create per questo luogo.