Titolo:

La Mela Reintegrata

Manifesto:
La Mela reintegrata invitation
Data:
23/05/2016 - 25/09/2016
Immagini:
Descrizione:

LA MELA REINTEGRATA

Michelangelo Pistoletto


Terme di Caracalla, Roma
23 maggio 2016 – ore 18.00

 

Dal 24 maggio al 25 settembre, Michelangelo Pistoletto ritorna alle Terme di Caracalla – dove era già intervenuto nel 2012 con il “Terzo Paradiso”-  realizzando “La Mela Reintegrata”.
Il progetto, a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con RAM radioartemobile, è promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma con Electa. Nasce dall’idea di riflettere sul significato della mela nella storia, dai miti greci passando per la tradizione biblica e l’immaginario fiabesco, per arrivare ai giorni nostri e proiettarsi in scenari futuri.

Installata nei sotterranei delle Terme di Caracalla, la nuova opera condivide e integra il senso del “Terzo Paradiso”. Realizzata con i frammenti di marmi e mosaici antichi propri del sito archeologico. Essa crea uno stretto legame tra le rovine, l’architettura del passato e l’arte contemporanea, per una riflessione tesa verso il divenire.

E’ scolpita in un blocco di marmo puro di Carrara. Sola cicatrice il segno del morso, con i punti di sutura scolpiti nello stesso marmo a dimostrare la ri-connessione del mondo naturale con il mondo artificiale. Una ferita rimarginata. La scultura di dimensioni monumentali, dal diametro di 2,5 metri, entra in dialogo con l’oscurità dei sotterranei, profondi e labirintici, e con la tradizione classica rappresentata dalle antiche Terme che diventano con quest’opera promessa di continuità.

Così lo spiega l’artista: “Il simbolo della mela viene da lontano, attraversa tutta la storia che abbiamo alle spalle. Partendo dal morso, che rappresenta il distacco del genere umano dalla Natura e l’origine di quel paradiso artificiale che si è sviluppato fino a raggiungere le dimensioni totalizzanti di oggi. La Mela Reintegrata rappresenta l’entrata in una nuova era nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono producendo un nuovo equilibrio planetario”.

L’opera alle Terme di Caracalla si diversifica per consistenza fisica, dimensioni, rapporto con l’ambiente circostante, da quella inaugurata di recente a Milano, sulla piazza della Stazione Centrale.
“Quella di Milano è molto leggera, è una pelle, ha una forma poco rotondeggiante. Una mela che somiglia più a un cuore. Quasi un manifesto, un simbolo per chi arriva e riparte dalla stazione. È un punto di transito ma anche, oggi come oggi, il luogo conflittuale di frontiera. A Roma ho voluto che la mela fosse fatta come mille anni fa e l’ho pensata di marmo pieno di Carrara. Doveva essere scolpita in un blocco perfetto e non con mille venature. Mi sono comportato come gli antichi, come Michelangelo che voleva il marmo perfettamente bianco”. Chiarisce l’artista.

Achille Bonito Oliva, curatore dell’evento, precisa: “L’opera si sottrae a ogni sforzo di contaminazione che appartiene all’idea dell’avanguardia. Afferma la propria classicità. Lo fa celebrando la capacità dell’arte di progettare il passato, riportare i materiali aulici della storia dell’arte nel nostro presente, occupare uno spazio della grande storia romana, le Terme di Caracalla, e proporsi nella sua grande dimensione a un incontro con la società del nostro tempo. La Mela Reintegrata è l’avvertimento che ci possiamo avviare verso il Terzo Paradiso.”

Terme di Caracalla – Roma – entrata Via Antonina
Photo credits Pierluigi Di Pietro